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Liquidguitar

Pittura e musica si fondono trasformandosi l’una nell’altra.

Una mattina di inizio 2019 arrivo a lezione di chitarra e il mio Maestro, Sergio Giangaspero, mi dice che sarebbe curioso di sapere cosa arriva alle persone quando ascoltano le sue composizioni strumentali. Gli rispondo che alla lezione successiva gli avrei portato qualche riga che risponda alla sua curiosità su un suo brano. Anziché scrivere però, a casa "disegno la sua musica". Mi dice soltanto: "Facciamo".

Nasce così il progetto sinestesico LiquidGuitar che, ad oggi, si articola in varie sezioni con nuovi lavori in corso.

L’unione sinestesica, l’intesa e la sperimentazione sottendono a ogni opera.

Un “senso unico”, in sostanza, che può articolarsi in vari linguaggi.

Nonostante le evidenti differenze tra i due tipi di espressione artistica, la dimensione umana, emozionale e intellettuale prescinde qui dalla specifica forma artistica.
Le contaminazioni non sono confusioni, bensì aperture verso direzioni e mete inesplorate. 

Il titolo LiquidGuitar mette in risalto la fluidità di quanto realizziamo: la musica è liquida nel suo scorrere ininterrotto e costante e l'acquarello vive di acqua.

Liquidguitar - Dall'interno

Autòs - ex - ducere, acquarello su carta, 74x53 cm
Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro sinestesico, clicca qui:

Verso la trasparenza, acquarello (e pastello) su carta, 114x81 cm

Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro, clicca qui:
Interno primordiale, acquarello su carta, 130x90cm
Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro, clicca qui:
Arte sacra - IN BILICO IMMANENTE. Acquarello su carta, 56x76 cm.jpg
In bilico immanente, acquarello su carta, 76x56 cm
Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro, clicca qui:
Trama, acquarello (pastello e fusaggine) su carta, 56x76 cm
Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro, clicca qui:
Liquidguitar - Dall'interno
L’invito a realizzare dipinti a tema non è solo uno spunto di riflessione sulla tematica proposta, ma anche una scoperta, sempre in divenire, del proprio punto di vista rispetto alla stessa.

Questa serie di lavori tuttora in progress, rientra nel più ampio progetto sinestesico LiquidGuitar.

La necessità di seguire un tema si configura qui come una bellissima sfida: non basta lavorare al dipinto e al brano musicale, bisogna prima studiare e approfondire.

La bellezza di essere interrogati risiede nel non conoscere tutte le risposte.
Occorre studiare - cosa che amo - e l’elaborazione è più lunga, i pensieri devono avere il tempo di formarsi. Solo quando i vari piani - intimo, emotivo, intellettuale, tecnico, … - si fondono si può procedere all’esecuzione vera e propria.

Studiare
, soprattutto non in modo individuale come sono solita fare, bensì insieme a qualcuno con cui lavoro, in questo caso il M° Sergio Giangaspero, è l’esperienza formativa per eccellenza: lo scambio non è più solo tra vista e udito ma è più, sostanzialmente e obbligatoriamente - in questo caso nel miglior senso - umano.

Liquidguitar - Mulkus - Suite a colori

Bark - 1° tema della Suite, acquarello su carta, 21x29.7 cm
Zinc yellow - 3° tema della Suite, acquarello su carta, 29.7x21 cm
Tangerine - 5° tema della Suite, acquarello su carta, 21x29.7 cm
Poppy red - 2° tema della Suite, acquarello su carta, 21x29.7 cm
Jade green - 4° tema della Suite, acquarello su carta, 29.7x21 cm
Water green - 7° tema della Suite, acquarello su carta, 21x29.7 cm
Sea blue - 6° tema della Suite, acquarello su carta, 40x30 cm
Per ascoltare la Suite comprendente i sette omonimi temi clicca qui:
Liquidguitar - Mulkus - Suite a colori
Questa serie di dipinti risponde all’esigenza di sperimentare le potenzialità dell’acquarello nella realizzazione di quadri astratti.
 
A ciascun dipinto corrisponde un tema della Suite per chitarra del M° Sergio Giangaspero.
Il lavoro sinestesico è qui più intuitivo rispetto alla prima parte del progetto LiquidGuitar (Preludi) in cui la corrispondenza pittorica e musicale è più serrata.
 
Con Mulkus l’unione dei due sensi si mantiene su un piano di atmosfera e di resa coloristica, quasi decorativa.
La tracciabilità dell’associazione visiva e musicale si stempera a favore dell’impatto musicale.
 
Cosa succede se uso modalità nuove utilizzando solo l’acquarello? Fino a che punto una stessa tecnica mi consente di rinnovarmi?
Chiamo questo approccio “Il potere dei limiti”: datemi poco, vediamo quanto emerge.
 
In un mondo in cui, nonostante le enormi disparità, molte persone hanno molto, voglio avere poco a disposizione e forzare i limiti, per incontrarne di nuovi e ricominciare, arricchita però da quanto appreso.

Liquidguitar - Preludi come paesaggi

Evanescence - Preludio n°4, acquarello e china su carta, 56x76 cm
Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro, clicca qui:
Alpha - Preludio n°11, acquarello su carta, 76x56 cm
Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro, clicca qui:
Men at work - Preludio n°5, acquarello e china su carta, 56x76 cm
Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro, clicca qui:
Mettropolitan moon - Preludio n°10, acquarello e china su carta, 76x56 cm
Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro, clicca qui:
Liquidguitar - Preludi come paesaggi
Ogni nota, accordo, fraseggio è per me visivo: lo ascolto ma al contempo lo vedo.
Quando brani musicali tematici e organici come i Preludi del M° Sergio Giangaspero si fanno visione, diventano in me paesaggi, spesso trasfigurati.

Raccontiamo lo stesso sentire tramite canali diversi.

Alcuni dipinti ripercorrono in modo quasi pedissequo i movimenti musicali: posso indicare, per ogni tratto, la frazione musicale cui corrisponde. Oltre a questo però, ci sono l’ambientazione e la storia dietro quel brano, che mi sono fatta narrare dall’autore: ecco allora che questi Preludi diventano paesaggi.

Nei Preludi n°10 e n°11 andiamo oltre: musica e dipinto nascono direttamente insieme, suggerendoci a vicenda suoni e tratti. Poi rielaboriamo in modo autonomo i rispettivi lavori, confrontandoci durante la stesura. Le suggestioni condivise prendono la loro struttura.

I confini tra i sensi “non ci sono”, anzi, ogni senso amplifica l’altro e la presunta divisione tra le arti non sussiste.
Si tratta di un modo di vivere: si accoglie, si impara, si applica, nel rispetto delle reciproche capacità.

Confido che un’apertura umile verso il lavoro degli altri sia fonte inesauribile di innovazione artistica e crescita personale, oltre ad essere uno dei “giochi” più formativi ed entusiasmanti cui misia mai dedicata.

Liquidguitar - Preludi quasi astratti

Drunken march - Preludio n°8, acquarello e china su carta, 56x76 cm
Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro, clicca qui:
Francis' song - Preludio n°3, acquarello su carta, 56x76 cm
Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro, clicca qui:
White wing - Preludio n°7, acquarello su carta, 56x76 cm
Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro, clicca qui:
Another way - Preludio n°1, acquarello su carta, 56x76 cm
Per ascoltare il relativo omonimo brano e leggere un testo che racconta brevemente il lavoro, clicca qui:
Liquidguitar - Preludi quasi astratti
La resa pittorica di brani musicali già composti è un esercizio di ascolto e di velocità: inseguo quanto sento, a livello uditivo e interiore, per prendere appunti grafici di quanto vedo.

A volte l’inseguimento è meticoloso e necessito di interrompere l’esecuzione del brano moltissime volte per tracciare quanto visualizzato. Altre volte invece osservo questo fluire di note e mi si forma una visione unica, non scandita bensì globale.

In entrambi i casi, possono uscire dipinti astratti, o quasi: anche qui c’è una storia che sottende al brano, ma è una narrazione condensata, densa, quasi viscosa, che “esce tutta insieme”; si possono intravedere delle figure, ma non sono univocamente riconoscibili.

Ritengo che la “trama” non sia sempre personaggio o evento: può essere anche un potente sentire che viene reso scorrevole solo se messo in musica o in pittura, nel nostro caso.

Quando qualcosa travolge va descritto, narrato, non per essere per forza compreso, ma per farci  fronte e vederlo per quello che non sapevamo fosse: quando questo accade, personalmente vivo intensamente.

In quest’ottica nascono questi Preludi quasi astratti e spero che osservando il dipinto durante l’ascolto del rispettivo brano ognuno possa “svolgere” questo sentire a modo proprio.

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Francesca Danese Art

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