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Paesaggi scivolosi

Da riva - prima, acquarello e china liquida su pannello gessato, 35x50 cm
Nota: in questo dipinto la stesura di acquarello e china è avvenuta con il pennello e con il qalam, per gli alberi.
Il qalam è una sorta di “penna” (ma che va intinta nell’inchiostro), spesso in bambù.
Dopo aver seguito un corso di calligrafia araba, ho usato il qalam in alcuni dipinti, impiegandolo sia per la stesura dei colori che in sottrazione, come per le venature dei tronchi e dei rami di questo dipinto.

Nel mezzo - durante, acquarello su pannello gessato, 35x50 cm

Da lontano - dopo, acquarello su pannello gessato, 35x45 cm
Scandaglio le potenzialità dell’acquarello, certo, ma lo applico sempre su carta: ora cambio.
Decido così di usare dei pannelli gessati come supporto, la scelta più “scivolosa” che potessi fare.
Esplorare la tecnica non mi è più sufficiente, devo vedere dove posso stendere l’acqua colorata,
come la “convinco” ad assecondarmi. Se come spesso dico, l’acquarello è un po’ come un
bambino, questa è la conferma: a volte bisogna controllarlo, altre volte lasciarlo fare, anche se con
le dovute attenzioni.
Qui comincia questa serie, tuttora in corso, di acquarelli su pannello gessato: chi comanda cosa o
cosa guida chi? L’incontro tra me e l’acqua si fa più delicato: l’errore è lì pronto, un po’ come
quando si esce di casa ogni giorno: quanto controllo abbiamo? Confondiamo forse controllo e
responsabilità? Perché questo sarebbe per me errore, il resto è apprendimento.
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